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Dalle stalle alle stelle

Un esempio di imprenditoria agricola giovanile.

Un’avventura, un sogno, quello di Mario e Carmela, di quelli che non restano nel cassetto, ma che si trasformano in realtà: un esempio di imprenditoria agricola intelligente, creativa, alternativa, con due protagonisti a dir poco straordinari. Mario è un giovane di grandi passioni, poliedrico, estroso; si butta a capofitto in tutto ciò che vive, ma con intelligenza, va sino in fondo nelle cose, con il rigore e la tenacia di chi ha fede e va diritto alla meta. E’ un allevatore, ma forse è meglio dire pastore (e sa suonare la zampogna!); barba e capelli lunghi incorniciano il suo volto buono e deciso, di risonanza greca, una sorta di traccia lasciatagli in eredità dal padre, umanista, Direttore di Biblioteche Pubbliche e dalla madre, insegnante di Licei. E’ un pastore, interprete di una poesia di altri tempi, ma pragmatico come impone la contemporaneità: ha cominciato con 50 agnelline, oggi divenute 200 pecore (vigilate al pascolo da un vivace border-collie addestrato allo scopo), che nel Molise non hanno eguali. Ad esse si sono aggiunte nel tempo le mucche Jersey e in tempi recenti 30 bufale, queste ultime a lui affidate per un progetto sperimentale dell’ERSAM (Ente Regionale di Sviluppo Agricolo Molisano). Questa grande famiglia da latte dimora in due capannoni presi in affitto poco più di 5 anni fa in Contrada Selva, una bella cresta collinare dell’agro di Castropignano. Quando si entra nei capannoni si rimane stupefatti per l’ordine, l’organizzazione, ma soprattutto la pulizia, un dato acquisito, ordinario; è fuori posto parlare di “stalla”, è appropriato parlare di allevamento razionale in senso stretto. Animali, macchine, congegni, cani, tutto è frutto di scelte accorte, di avanguardia, che traggono frutto dagli scambi continui con chi vive nel settore e dagli studi di agraria che Mario ha seguito a suo tempo in Campania; è originario di questa regione, da dove è giunto da noi scavalcando in volo il Matese; sì, in volo, perché dopo gli studi, Mario stava per diventare pilota di aerei a Vercelli, ma circostanze dolorose diedero una svolta alla sua vita, riportandolo al Sud, ma non impedendogli di volare alto… (come tuttora) in deltaplano e parapendio sul nostro Appennino in qualità di istruttore, dopo aver frequentato una Scuola di Specializzazione negli Stati Uniti. Sulle ali del vento è giunto sulla montagna di Frosolone e qui ha incontrato Carmela, una ragazza del luogo, non rassegnata alle pietre della montagna, alla povertà della nostra terra. E’ determinata quanto lui, intelligente, ha energie e capacità di sacrificio eccezionali, ha negli occhi di giada lo stesso candore di Mario; sono sani come i veri pastori, non ingenui! La remota lontananza dai “carrozzoni” dei politicanti e dalla pioggia dei contributi di Stato è la loro distinzione; l’umiltà è la forza che li fa rimanere con i piedi a terra o librarsi nell’aria quando occorre, rischiando quanto è necessario. Non vorrebbe Mario se non rischiasse, non avrebbe portato la stalla alle stelle… senza rischiare! Accanto a lui, in ogni caso, l’insostituibile presenza di un’Anita, guerrigliera discreta! I frutti di questa avventura sono eloquenti: produzione consistente di latte di qualità, ricotta di prim’ordine, scamorze, mozzarelle, formaggi di un’azienda in crescita continua, in armonia con la natura. La perseveranza, l’originalità, l’intraprendenza, hanno pagato e stanno pagando; un modello vincente si è imposto all’attenzione senza clamori, un esempio di riscatto onora la nostra terra con due personaggi di grande bravura, che meritano riflettori a luce intensa, una ribalta di tutto rispetto per un sogno divenuto realtà.

Angelo Sardella